IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO

Anche se occasionali, piccoli reflussi di contenuto gastrico nell’esofago sono considerati fisiologici; si parla di malattia da reflusso gastroesofageo se la frequenza e l’intensità dei reflussi assume valenza patologica. L’acido cloridrico e la bile che vengono a contatto con la mucosa esofagea ne provocano l’infiammazione con la conseguente insorgenza di dolori cronici. Col tempo l’infiammazione può evolvere in danni alla mucosa esofagea, con erosioni e piccole ulcere.
Il trattamento nutrizionale dei soggetti con reflusso è diretto alla riduzione della sintomatologia associata. Le indicazioni dietetico-comportamentali da effettuare sono:
Ridurre il peso, in quanto l’aumento della massa grassa è correlata ad un incremento dell ’intensità e della frequenza dei sintomi (acidità e tosse secca).
Svolgere attività fisica moderata (30 minuti di movimento continuativo) esercita un ruolo protettivo sui sintomi da reflusso.
Elevare la testiera del letto, in modo che il tronco e la testa sia sollevati di circa 30° rispetto agli arti.
Dormire sul fianco sinistro.
Evitare pasti abbondanti che aumentano la pressione gastrica e preferire pasti piccoli e frequenti.
Evitare il fumo di sigaretta.
Evitare abbigliamento stretto nella zona addominale.
Evitare di mangiare entro 3 ore prima di andare a dormire.
Evitare l’assunzione di alcool, in quanto esercita un effetto tossico sulla mucosa esofagea, stimola la secrezione acida a livello gastrico e favorisce gli episodi di reflusso.
Evitare cibi fritti e grassi.
Evitare le bibite zuccherate.
Limitare secondo tollerabilità il pomodoro, caffè, the, succhi di frutta, cioccolato, menta, agrumi.

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